Storia della pubblicità: il presente

storia-della-pubblicitaA cavallo fra i primi anni Novanta e l’inizio del Ventunesimo secolo, si diffonde globalmente la necessità di continuare a pubblicizzare prodotti ed eventi con una piattaforma in più: internet, ovviamente. La carta stampata è in crisi, la radio è in sofferenza, i telespettatori si disinnamorano della televisione: la grande rete globale diventa l’ambito naturale dove sperimentare nuovi linguaggi e nuovi tipi di messaggi.

Creativi e agenzie pubblicitarie però non hanno fatto i conti con una realtà differente: abituati fin dai primi vagiti del web a una grande libertà, i navigatori tollerano male i tentativi di trasformare internet in una piattaforma pubblicitaria. Gli slogan che una volta sarebbero stati frutto di campagne azzeccate ora arrivano da altri ambiti: da contenuti di utenti, audio, video o testuali, che diventano virali (basti pensare al “Dramatic Chipmunk”, al suono cosiddetto del “Sad Trombone” o al successo di tanti YouTuber come FaviJ), oppure dai famosissimi – e innumerevoli – meme. Inoltre si diffondono sempre di più i software “adblocker”, nati per stoppare i pop up pubblicitari, considerati troppo invasivi, e ora capaci di “ripulire” intere pagine da sfondi commerciali che in ultimo alienano il possibile consumatore.

Un’alternativa però esiste. Lontano dalle campagne pubblicitarie troppo insistenti, grandi marchi crescono grazie alla credibilità: internet, dopotutto, è una grande vetrina di pareri, e l’onestà vince sempre. Un sito come nuovacasino.it, per esempio, non ha dovuto martellare i possibili utenti con fastidiose tecniche di advertising: semplicemente, ha attirato tutte quelle persone affascinate dal mondo del gambling con un’offerta limpida di divertimento assicurato, una grafica pulita e intuitiva e un’assistenza tecnica sempre a disposizione. Altri competitor nello stesso ambito hanno voluto applicare strategie ormai vecchie ed è lì che hanno fallito.

La creatività è nulla senza la trasparenza, ed è così che ancora oggi ricordiamo molti marchi che magari non fanno parte del panorama commerciale quotidiano… Solo perché hanno avuto un’idea che è piaciuta “al popolo della rete”: un esempio su tutti, gli spot del formaggio egiziano Panda. Nati per la tv, sono diventati virali su YouTube, e così Panda è ora noto in tutto l’Occidente.

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