Storia della pubblicità: il boom nel ventesimo secolo

storia-della-pubblicitaNonostante l’appeal e il successo delle ricostruzioni storicamente precisissime di serie come Mad Men, la pubblicità degli anni Sessanta è sì una forza che domina il mondo della comunicazione, creativa ai massimi livelli, ma non è in quel periodo che esplode definitivamente.

Questo era già successo diversi decenni prima, addirittura durante il periodo immediatamente precedente alla prima guerra mondiale e fino alla fine della seconda, quando si impongono i messaggi governativi che invitano all’arruolamento, a donare beni alla nazione oppure a fare il proprio ruolo di buon cittadino denunciando attività anti-patriottiche come lo spionaggio o la borsa nera. Molti manifesti di questo periodo ancora sopravvivono, e spesso fanno parte del panorama quotidiano: lo zio Sam che invita a entrare nell’esercito, la donna che si arrotola la manica e mostra il bicipite, oppure – pensando all’Italia – slogan come “Taci! Il nemico ti ascolta”.

Proprio l’Italia arriva in ritardo all’appuntamento con il boom della pubblicità: solo con la nascita della RAI ci sarà un allineamento con il resto del mondo occidentale (per lo più, gli Stati Uniti che dettano legge in materia). In compenso è proprio grazie alla RAI che si sviluppano autentici laboratori di creatività come Carosello, un contenitore per le pubblicità “d’autore” che oggi sarebbe impensabile e che ospitò prodotti ormai leggendari come la pubblicità della Lagostina con il famoso cartoon “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, oppure con la telenovela western di Caballero e Carmencita per Paulista.

La fine di Carosello, nel 1977, non ha annullato questi autentici slanci di creatività. Anzi. Gli anni Ottanta, quelli della cosiddetta “Milano da bere” (neanche a farlo apposta, un modo di dire mutuato da uno slogan pubblicitario) vedono l’aumento dei budget fino allo sviluppo di veri e propri colossal della pubblicità che rappresentano la continuazione in grande della serialità già sviluppata da Carosello. Coinvolgere star famose negli spot diventa la normalità, e la pubblicità assume definitivamente i connotati che le vengono riconosciuti oggi con l’aumento delle iniziative di fidelizzazione: calendari come il Pirelli rappresentano la sommità del boom del settore.

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