La pubblicità come forma d’arte: i premi

adsChi ha seguito i contenuti pubblicati su Palazzo dello Spot fino a questo momento avrà avuto una sensazione di familiarità leggendo queste pagine: quando si è parlato di creatività applicata alla pubblicità, di spot virali o manifesti diventati così famosi da essere arrivati ai giorni nostri, avrà pensato alle campagne che gli o le sono rimaste impresse, le preferite, le più azzeccate.

Proprio pensando all’efficacia di certe réclame sono nati dei premi simili in tutto e per tutto a quelli più famosi assegnati a prodotti cinematografici, televisivi o d’arte. Appunto perché a un certo tipo di advertising sono riconosciute qualità di progetto artistico.

Fra i riconoscimenti più antichi in questo senso c’è il CLIO Award, assegnato negli Stati Uniti a campagne provenienti da tutto il mondo: esiste dagli anni Cinquanta dello scorso secolo. Il più prestigioso è però senz’altro il Grand Prix di Cannes, che nella sua forma attuale risale alla fine degli anni Settanta e come il CLIO considera creatività globali e non solo francesi. Fra i brand più celebri premiati nel corso degli anni vanno ricordati almeno Netflix, Apple, Heineken, Coca-Cola, il canale tv inglese Channel 4, la radio belga Studio Brussel, oppure Amnesty International. Questo sito ospita alcune pagine dedicate proprio alle più famose, riconosciute come il meglio del settore.

Le categorie del Grand Prix sono svariate: si va dal riconoscimento per la campagna benefica (le cosiddette pubblicità progresso) a quello per la penetrazione su Internet senza dimenticare quello per la miglior cinematografia – riconoscendo appunto a certe pubblicità proprio lo stesso valore che hanno i film: del resto, spesso il budget è lo stesso!

Oltre a CLIO e Grand Prix di Cannes, ci sono circa una trentina di premi internazionali destinati al mondo della pubblicità: mentre alcuni sono più settoriali, altri sono considerati all’avanguardia in termini di gusto, di attenzione verso le novità, di visionarietà. Fra questi sono da ricordare almeno il giapponese Galaxy Award o il britannico Creative Circle.

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