E gli italiani?

italiansAttualmente, in Italia come altrove, i pubblicitari sono spesso creativi al lavoro esclusivo per marchi e brand. In passato non era così: scrittori, pittori e artisti partecipavano in maniera personalissima e diretta alla produzione di réclame come in Carosello, perché il mezzo di comunicazione era considerato alto quanto il cinema o la letteratura. È il caso di Pier Paolo Pasolini, di Sergio Leone o di Federico Fellini: tutti giganti che prestarono la loro fantasia al mondo dell’advertising.

Non erano i soli, però. Infatti è possibile tracciare un albero genealogico che tocca questi grandi nomi e arriva fino ad Armando Testa, l’indiscusso genio della pubblicità italiana, partendo da molto lontano.

Per esempio, il grande Gabriele D’Annunzio è stato anche un grande copywriter: a lui si deve la scelta del nome dei grandi magazzini La Rinascente, che esistono ancora oggi con lo stesso nome.

Il pittore e grafico Fortunato Depero, in piena epoca futurista, inventò la forma della bottiglietta del Campari, creando anche le prime campagne pubblicitarie per la bevanda: nel primo caso, la confezione di vetro è usata ancora oggi!

Bruno Munari, eclettico artista che ha pubblicato libri, dipinto, fatto lo scenografo e anche il… gioielliere, ha curato la grafica e la comunicazione della Mondadori e della Olivetti.

Antonio Boggeri, vicino agli ambienti della Bauhaus tedesca, ha fondato uno dei primi studi grafici italiani, andando a lavorare con aziende come la Pirelli o la Olivetti, per le quali ha curato design dei prodotti e comunicazione al pubblico.

Armando Testa, ovviamente, è riconosciuto internazionalmente come uno dei più importanti pubblicitari di sempre. Fondatore dello Studio Testa, non c’è casa italiana che non gli abbia affidato una campagna: ha addirittura curato le campagne per le Olimpiadi del 1960 a Roma. Sua è l’idea del Calendario Pirelli, fra i più conosciuti al mondo anche oggi, ed è dietro la creatività di molti degli spot tv più famosi, da Carosello in avanti.

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